Ecco il discorso di apertura della Console Generale d’Italia a Ho Chi Minh City, Alessandra Tognonato:
“Cari ospiti, benvenuti alla serata di apertura della Settimana del Cinema Italiano 2026 a Ho Chi Minh City.
La nostra selezione di film vi offrirà sei diverse prospettive sull’Italia: le sue istituzioni e la sua cultura politica, le sue strutture familiari, il suo straordinario patrimonio artistico, le sue identità regionali e le trasformazioni sociali che plasmano la società italiana.
Insieme, i sei film tracciano una ricca geografia cinematografica dell’Italia:
– la monumentale bellezza di Roma in La Grazia,
– lo splendore barocco di Venezia in Primavera,
– il nobile palazzo Fardella e le strade storiche di Trapani in Gioia Mia,
– le eleganti cittadine balneari di Gaeta e Formia in Il Maestro,
– l’architettura e i paesaggi caratteristici del Veneto – tra cui Padova e Belluno – in Le città di pianura,
– l’evocativa ambientazione romana di Diamanti, con il suo mondo di atelier e artigianato artistico.
Un ulteriore motivo per la scelta di questi film è quello di mettere in mostra la forza dell’industria cinematografica italiana e la vastità della sua competenza creativa.
Il cinema è un’arte collettiva: la sua qualità dipende dai registi e dagli attori, ma ugualmente da sceneggiatori, compositori, direttori della fotografia, costumisti e scenografi, ingegneri del suono e molti altri professionisti altamente qualificati.
Nel corso di questa settimana avrete l’opportunità di apprezzare il contributo di questi diversi mestieri e il ruolo distintivo della musica, delle arti visive e dell’artigianato italiano nel dare vita a un film.
Apriamo stasera con La Grazia, di Paolo Sorrentino, il film d’apertura dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nell’agosto 2025.
Tra i suoi numerosi riconoscimenti, il film è valso a Toni Servillo la Coppa Volpi per il Miglior Attore a Venezia ed è passato a ricevere otto premi Nastri d’Argento nel 2026, tra cui Miglior Film e Miglior Regia.
Sorrentino è uno dei cineasti italiani più acclamati a livello internazionale, noto per un linguaggio cinematografico distintivo che unisce raffinatezza visiva, ironia e un profondo interesse per le contraddizioni umane.
Il titolo del film di stasera si riferisce a uno specifico potere costituzionale: l’autorità del Presidente di concedere la clemenza a individui condannati per un reato, ma solleva anche una questione molto più ampia sul rapporto tra giustizia, perdono e coscienza personale.
Il suo personaggio centrale è un Presidente fittizio prossimo alla fine del mandato, di fronte a due richieste di grazia presidenziale. Attraverso questo dilemma istituzionale e profondamente umano, Sorrentino offre uno sguardo sulla cultura politica italiana, in cui l’esercizio della responsabilità pubblica è inseparabile dalla riflessione etica e dal peso delle decisioni individuali.
Nelle prossime cinque serate scopriremo cinque mondi cinematografici molto diversi.
Domani, Il Maestro di Andrea Di Stefano segue un giovane aspirante tennista e il suo allenatore anticonvenzionale in un viaggio attraverso l’Italia.
Mercoledì, Primavera di Damiano Michieletto ci porta nella Venezia del Settecento, nel mondo del compositore geniale Antonio Vivaldi e delle giovani musiciste dell’Ospedale della Pietà.
Giovedì, Gioia Mia, opera prima di Margherita Spampinato, ci conduce in un palazzo storico siciliano, dove un giovane ragazzo e la sua anziana prozia scoprono quanto due generazioni possano imparare l’una dall’altra.
Venerdì, Le città di pianura di Francesco Sossai ci porta attraverso le terre del Veneto, lontani dalle familiari cartoline d’Italia, per un ritratto spiritoso della vita di provincia.
Sabato chiuderemo con Diamanti di Ferzan Özpetek.
Ci tenevo particolarmente che questo film facesse parte del nostro programma. Özpetek è uno dei miei registi preferiti e Diamanti è un film scritto per riunire e mettere in mostra lo straordinario talento di alcune delle più grandi attrici del cinema italiano contemporaneo.
Ambientato nel mondo di un atelier di costumi romano, è anche un omaggio all’artigianato che sta dietro alla magia del cinema. Soprattutto, è un’ode alle donne: il titolo, Diamanti, è dedicato a loro.
Il programma di quest’anno si estenderà anche oltre lo schermo: sette illustri ospiti vietnamiti, con competenze in studi cinematografici, recitazione, sceneggiatura, scenografia, musica e industrie creative, contribuiranno con le loro prospettive arricchendo il dialogo tra il cinema italiano e il pubblico vietnamita.”